05 febbraio 2010. Come immagine del peggioramento dei rapporti tra Usa e Cina non poteva essere più azzeccata: Tai Shan, il giovane panda gigante che per quattro anni è stato simbolo di Washington, ha lasciato lo zoo della capitale per tornare nella patria dei suoi antenati dopo una settimana di omaggi strappalacrime di grandi e bambini.
L'animale, nato al National Zoo nel 2005, ha lasciato il suo recinto in una gabbia speciale ed è stato scortato fino all’aeroporto Dulles come un capo di stato da due unità della polizia e delle "teste di cuoio". Inoltre per motivi di sicurezza l'itinerario del camion, guidato dallo stesso autista che aveva portato dieci anni fa i suoi genitori allo zoo di Washington, è stato tenuto top secret.
Il giovane panda ha viaggiato in prima classe, su un aereo 777 della Fedex, tutto dedicato a lui, con tanto di ritratto dipinto sulla carlinga. Tai Shan non ha volato solo, a bordo ha trovato Mei Lan, una panda gigante di tre anni, proveniente dallo zoo di Atlanta e anche lei di ritorno a casa. Assieme ai due orsi, quattro piloti, due addetti alla sicurezza e alcuni veterinari degli zoo di Washington e di Atlanta.
La partenza del plantigrado, che in passato il sindaco Adrian Fenty ha definito scherzosamente "il cittadino di Washington più famoso al mondo", è in realtà una coincidenza e non ha nulla a che vedere con la temperatura delle relazioni tra Washington e Pechino, andate in crisi tra attacchi a Google, armi a Taiwan, sfide sulla visita del Dalai Lama e sanzioni all'Iran.
Tai Shin é proprietà della Cina in base all'accordo che dieci anni fa portò negli Usa i suoi genitori, Mei Xiang e Tian Tian: il suo rimpatrio e un atto dovuto. Il giovane panda verrà trasferito in una zona di ripopolamento, la Bifengxia Panda Base vicino alla città di Yàan, dove contribuirà a salvare la preziosa specie, considerata in via di estinzione. I suoi genitori dovrebbero lasciare gli Usa quest'anno: sono in corso negoziati per prolungare la loro permanenza americana.
Pechino cominciò alla fine degli anni Sessanta a inviare i panda come "ambasciatori di buona volontà" per uscire dall'isolamento in cui si trovava dopo la fine della guerra civile del 1949. Uno degli esempi più famosi fu il dono di un panda fatto da Mao Zedong al presidente americano Richard Nixon nel 1972.
Nel 1984 la Cina decise di concedere i suoi preziosi animali solo in prestito per un periodo di dieci anni con la clausola che qualsiasi cucciolo nato all'estero resti proprietà di Pechino. Ed ecco dunque che il destino di Tai Shin, come quello di Mei Lan, era inevitabilmente segnato.
Redazione Tiscali