02 novembre 2009. Mi tocca scrivere ancora di caccia e questa volta ne scrivo particolarmente incazzato. So che tra chi legge ci sono diversi cacciatori. Bene, voglio proprio sentire quali sono le loro ragioni, in merito allo scandaloso operato del governatore veneto Galan e della sua giunta.
I fatti sono questi. Il Tar del Veneto, giovedì scorso, aveva stabilito che “sussiste il requisito dell’immediata gravità e irreparabilità del danno” bloccando la precedente delibera del 6 ottobre 2009 sulla “caccia in deroga”, ovvero la caccia ai piccoli uccelli migratori, protetti dalla legge statale e dalla Direttiva Comunitaria 409/79/CEE. Tra questi le peppole, i fringuelli e le pispole.
La giunta Galan, calpestando la decisione del Tar, ha approvato una delibera fotocopia della precedente con alcune minime modifiche, giusto per renderla appena un filo diversa e non perfettamente sovrapponibile. Questa sorta di blitz è stato compiuto addirittura venerdì notte, presso il genio Civile di Padova, ad uffici pubblici chiusi. Una vera e propria riunione carbonara.
La sostanza, rispetto alla precedente delibera, non cambia. Si vuole permettere ai cacciatori di sparare a uccelletti migratori difesi non solo dallo Stato ma anche dall’Unione Europea. Ora, bisogna che qualche cacciatore mi dica che soddisfazione prova a sparare a una Pispola. Dato che ho fatto per 20 anni caccia fotografica, e ho girato le oasi ornitologiche di tutta Europa, posso assicurare che la pispola, così come il suo parente stretto, il prispolone, non è che si pestino. Oltre tutto si tratta di passeriformi che si cibano preferibilmente di insetti e ragni (più raramente di semi) e che peseranno venti grammi bagnati.
Ma che razza di soddisfazione ci si trova a sparare rosate di pallini a uccelli insettivori che pesano meno della gragnola di piombo. Anche le peppole, 18 centimetri di lunghezza per 25 grammi di peso, arrivano nei mesi invernali, provenienti dal Nord Europa e, se è vero che talvolta se ne vedono gruppi folti nei boschi di conifere, è oggi più facile osservarne qualche esemplare, come per i fringuelli, nei parchi cittadini. Vero che l’inquinamento, gli insetticidi e l’eccesso di corvidi ne hanno fatto diminuire notevolmente la popolazione, ma allora perché permettere anche di sparargli, quando tutta Europa li protegge?
Possibile che una giunta regionale, con tutti i problemi dell’economia, del posto di lavoro, dei mutui per la casa, delle pensioni, della sanità, dell’inquinamento ambientale, trovi il tempo di riunirsi il venerdì notte, come massoni, per emettere delibere scandalose e vergognose come questa? Ricordino che i voti dei cacciatori contano, ma quelli degli ambientalisti di più. Sono proprio incazzato.